Autore: Principeva
Ero solita brandire una penna
come fosse un'arma letale,
e con essa sfogare la rabbia
scrivendo di dolore e rancore
su un pezzo di carta.
Fors'Egli m'ha punito per l'ardore
della mia silenziosa voce.
Non saprei spiegarmi, altrimenti,
perché il cuore ha esaurito
tutte le parole!
La compagnia devastante
della malinconia
riempiva il vuoto di magia;
l'afferravo con una penna
per non rischiare di perderla...
Ora conosco la solitudine più immensa.
E' muto, il silenzio.
Incolore l'aria dove lasciavo
libero il mio lamento.
Le mani, gelide, dondolano nel vuoto,
stringendo un'arma impotente.
La bocca, arida, s'apre
senza emettere alcun suono.
Vivevo soltanto attraverso
frammenti di un'anima
impressi, nero su bianco, nel tempo.
Ora è rimasto solo
il nulla più tetro.
Le Muse non parlano.
Il mio mondo s'è spento.
Muto silenzio
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