NightlyVoice ha scritto:Dirty Harry ha scritto:Scusa la domanda, ma non vai contro gli omosessuali perchè trovi che sarebbe ingiusto andarci o perchè non c'è il comandamento che te lo impone?
Per me è una domanda fondamentale.
Questo apre un altro quesito. Ovvero: si è disposti a sacrificare la propria devozione a una religione quando la morale di essa contraddice la nostra (personale)?
Non ho nulla contro la categoria dei credenti (di qualunque religione), ma ritengo che sia stupido, e sfido chiunque a dire il contrario, seguire un codice etico a prescindere dalle proprie opinioni personali.
Per contraddirmi, non fatemi l'esempio "le leggi vanno seguite comunque", perché a) una legge serve a tutelare la popolazione, e non contiene istruzioni morali se non con questo obiettivo, e b) una legge è modificabile, una dottrina religiosa no.
Sono ateo, e la mia legge morale è principalmente la Regola d'Oro (non fare agli altri...). Penso che definire un'azione "peccato" sia come la distinzione tra bene e male: completamente inutile e privo di senso. Nessun atto può essere intrinsecamente buono o cattivo - l'unica differenza sta nelle conseguenze che ha. Crea danno? E' ingiusta. Non crea nessun genere di danno? Non è né l'una né l'altra. Apporta benefici/vantaggi? E' lecita.
Marchiare a priori un'azione come buona o cattiva è controproducente, perché esclude le eccezioni e ogni possibile ripensamento.
Il buonsenso è quello che ci serve, non guide morali vecchie di migliaia di anni (il Levitico, tanto per fare un esempio, contiene istruzioni criminali, letteralmente).
Ma l'etica di un cristiano è un etica cristiana. Da cristiano non ho mica due etiche, una delle quali è più importante dell'altra. La mia etica è la legge che Dio ha posto dentro di noi, come scrive giustamente san Paolo. E' una sola etica, coincide con l'etica personale e con l'etica cristiana. D'altronde il discorso non ha molto senso, visto che la moderna morale è fondata sul cristianesimo (Regola d'Oro compresa: ma io preferisco "Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te", altrimenti rimaniamo ignavi e inattivi). Ora, quando la regola fondamentale del cristianesimo è "Ama il prossimo tuo come te stesso", non posso certo, da cristiano, disprezzare un omosessuale, perché sarebbe incoerente. Certo Gesù Cristo non lo avrebbe fatto.
Marchiare un'azione come buona o cattiva non è affatto controproducente. L'etica non deve essere troppo duttile, e dottrine come quella cristiana hanno la pretesa (giustamente) di chiudere il cerchio delle domande possibili, di fornire tutte le risposte necessarie a un uomo.
Posso chiederti a quali passi del Levitico fai riferimento e su quali fonti ti basi per dire che contiene istruzioni criminali? (l'esegesi non la fa il singolo cristiano, secondo il Cattolicesimo; la fanno i competenti).








